Auguri di Pasqua
Carissimi – ormai siamo a un passo dalle Feste – desidero condividere per QUESTO tempo una riflessione – “Guardare dall’Alto – con Amore” insieme agli auguri.
Ed ecco ancora un tempo… un tempo che non guarda indietro, non torna sui suoi passi – perché non ha tempo 🙂
Noi – anche se il mondo corre e il tempo ci manca – guardiamo indietro… Vorremmo tornare, a volte far tornare il tempo indietro, ma è impossibile… e forse è bene così…
Dimentichiamo che ciò che è stato – non sempre era bello, meraviglioso, gioioso e saggio. Ora bisogna andare avanti. Cambiare sé stessi, cambiare le relazioni, trovare proprio il tempo per riparare ciò che, lungo la strada, è accaduto…
E bisogna GUARDARE dall’ALTO.
Sì – oggi il mio motto è: GUARDARE dall’ALTO.
La prima associazione – hmmmm… imbarazzante. Fa pensare al potere, alla mancanza di rispetto, all’idea della superiorità dell’uomo sull’uomo. E in effetti – guardare una persona dall’alto in basso è triste, ferisce.
Nel mondo di oggi purtroppo ne facciamo esperienza sempre più spesso. Un minimo “ottenimento” di potere provoca nel cuore delle persone un fremito – come se avessero ricevuto una forza straordinaria, che bisogna assolutamente usare.
In che modo? Il più semplice – giudicare, sottolineare anche l’errore più piccolo, rallegrarsi – magari non apertamente – dei problemi altrui, dell’incapacità altrui. Manipolare, sparlare, criticare, essere eternamente scontenti degli altri e indulgenti verso sé stessi.
Chi lo sfrutta? – Come ho detto – la persona che per un momento ha ricevuto un potere terreno…
Dimentica una cosa – che sì, certo, lui si trova da qualche parte in alto, ma di montagne così ce ne sono migliaia… di altezze diverse. E sopra di lui ce ne sono altre più alte.
E potrebbe stupirsi quando qualcuno da un’altra montagna pretenderà da lui qualcosa che non sarà conforme alla sua volontà… Forse è per questo che esiste il proverbio: “l’esempio viene dall’alto”. Se sulle montagne più alte è sempre più difficile trovare autorità – perché anche quando ci sono, vengono derise…
Sotto quale montagna ti trovi tu? Su quale vorresti salire e perché? Sei pronto a scegliere?
Se oggi ti trovi sotto un’altra montagna, su qualche collinetta – pensando che quella collinetta sia tua, che da lì tu possa guardare gli altri:
- attraverso il prisma delle tue ambizioni non realizzate,
- attraverso il prisma dei fallimenti e delle frustrazioni,
- attraverso il prisma del dolore che forse hai vissuto,
- attraverso la mancanza di riconoscimento del tuo valore come persona,
- o forse attraverso il prisma della ricchezza, dei beni, del ruolo, del potere…
Tutto questo rende l’uomo piccolo. Piccolissimo…
Noi abbiamo scelto – siamo sotto un’altra Montagna. Una Montagna sulla quale LUI ti guarda con amore, sensibilità e piena accoglienza.
“Tutto scusa, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.”
(1 Cor 13,7)
Che cosa sopporta?
Sopporta tutto questo… anche quando l’uomo sceglie diversamente. Ed è da lì che proprio LUI guarda. Con tristezza. Per quella scelta Egli ha DATO la Sua vita.
Nel Suo cammino verso la Montagna passava accanto a tutti noi…
- Quanti di noi avevano con sé un velo?
- Quanti di noi hanno pianto?
- E quanti di noi volevano sensazione?
- Volevano metterLo alla prova?
- E quanti di noi stavano accanto – a osservare, ma senza essere troppo visibili?
Così è proprio nella vita quotidiana. Tre gruppi fondamentali di persone. Caldi, tiepidi e freddi.
“Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità;
ma di tutte più grande è la carità.”
(1 Cor 13,13)
Auguro a tutti, in questa grande NOTTE, di lasciarsi colmare da QUESTO AMORE.
Che, scendendo dalla Montagna e passando accanto a colline più piccole – ma pur sempre colline – possiamo guardare quelle sulle quali ci sono persone, con UN AMORE così…
Perché senza di esso, anche se io:
“avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza,
e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne,
ma non avessi la carità, non sarei nulla.”
(1 Cor 13,2)
Che queste Feste ci donino forza e vigore per agire.
Che – per quanto il cuore e le mani ce lo permettano – possiamo rimboccarci le maniche ed essere gli uni per gli altri persone semplici, vere.
Perché ognuno di noi ha giorni più difficili. Ognuno cede alle emozioni.
A ognuno è accaduto qualcosa di così duro da non riuscire a farvi fronte…
Ma c’è il PONTE. – Il Ponte dell’Amore. Il cui compito è unire tutti
– senza esclusione, senza giudizio, senza “burocrazia inutile”.
Un PONTE tra le colline. – Che non ci sia nessuno al di sotto della collina.
Appassionata del Pellicano – Jolanta Brendel
